Curiosità

  • Alcuni cenni storici sulla “parigina” succulenta pizza rustica napoletana fatta di pizza, sfoglia, cotto, pomodoro e mozzarella.

“Nonostante il suo nome particolare, con Parigi c’entra ben poco, anche se, a quanto pare, ad avere ideato la ricetta sarebbero stati proprio alcuni cuochi francesi che lavoravano alla corte dei Borbone. “Parigina” deriverebbe da “pa’regin‘”, ossia “per la regina” in dialetto napoletano. Secondo la leggenda, infatti, sembra che questa pizza sia stata preparata per la prima volta per omaggiare una sovrana del Regno delle Due Sicilie. Ma come è avvenuto per il babà e il sartù di riso, anche la parigina ha subito alcune influenze francesi. La pasta sfoglia che ricopre la famosa pizza napoletana, infatti, nacque in Francia all’inizio del 1800 per mano del cuoco francese Marie Antoine Carême. Prima del suo arrivo a Napoli, la parigina già esisteva, solo che veniva preparata utilizzando l’impasto per la pizza sia sotto che sopra.“

Ecco svelata la storia di questa prelibatezza…. Buon Appetito

 

  • 1° Video – Pasta Frolla

Precisazioni sul peso dell’uovo

Uovo intero ( senza guscio) 50 gr

Tuorlo 20 gr

Albume 30 gr

  • Alcuni cenni storici sul Panettone

Ci stiamo avvicinando al Santo Natale , per cui quale momento migliore per “acculturarci” sul Panettone?

La leggenda narra che il Panettone sia nato alla corte di Ludovico il Moro, nella Milano del XV secolo. Alla Vigilia di Natale , il cuoco di famiglia bruciò il dolce del banchetto e lo sguattero Toni, per ovviare a  questo incidente, decise di impastare un dolce con farina , burro, lievito, zucchero  e lo arricchì con uvetta e canditi. Una volta sfornato fu presentato un dolce sofficissimo , profumato e ricco. Alla famiglia piacque così tanto che diedero il nome di ” Pan di Toni”. Da qui il nome del Panettone. L’intraprendente Toni si disputa , però, la creazione di questo famosissimo dolce con altri due personaggi della pasticceria, Ughetto degli Atellani e Suor Ughetta. I loro nomi derivano dalla parola milanese “ughett” che significa uvetta.

La vera storia e tradizione risale all’epoca Medievale, quando i fornai, per omaggiare i propri clienti a Natale, facevano cuocere dei pani di frumento più “ricchi”.

Le prime testimonianze però risalgono al 1600 quando la parola Panettone venne introdotta nel vocabolario milanese-italiano dove veniva indicato come  “Pan grosso che si suole fare il giorno di Natale addobbato con burro, uova, zucchero, uva passerina (ughett) e infornato senza alcun tipo di stampo”.

La forma tradizionale che tutti conosciamo , è da legare ad Angelo Motta che decise di cuocere questo “pane” in uno stampo di carta dandogli la forma attuale.

Il panettone milanese è ormai famoso in tutto il mondo , ma a Milano ricopre un ruolo, oltre che affettivo, molto importante. Infatti i milanesi, tengono da parte un pezzo per il 3 Febbraio San Biagio,  protettore della gola: un gesto propiziatorio per salvaguardarsi dai malanni della stagione invernale.

Cosa dirvi di più se non … Buon Appetito.